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A Cassino 229 nuovi nati nel 2021: un albero per ciascuno di loro

OPINIONI – Domani l’iniziativa nella villa comunale di Cassino. Il prof. Mario Costa: “Ciò significa affidare un messaggio ed un compito alle nuove generazioni. Quello cioè di prestare attenzione alla tutela dell’ambiente, al valore dell’albero di cui molti ‘grandi’ non riescono a cogliere neppure la bellezza”.

di Mario Costa

Ora molto dipenderà anche da Giove pluvio, ma “Un albero per ogni nuovo nato”, la bella iniziativa dell’amministrazione comunale per festeggiare domenica mattina, nella villa comunale, i bambini di questa città venuti alla luce nel corso del 2021, il suo successo lo ha già rimarcato. Lo si è percepito dal pressoché unanime consenso riscosso nella comunità cassinate.

Nello spazio più bello di questa città, ricco di verde e di sorgenti d’acqua limpida, dove il Gari, che ha avviato il suo sotterraneo corso un po’ più su, trova nuovo sostanzioso alimento e vigore, Enzo Salera, il sindaco, ha chiamato a raccolta 229 giovani famiglie. Tante quante sono i nuovi arrivati lo scorso anno.

A loro verranno consegnate e si affideranno ufficialmente gli alberi per mezzo di una pergamena ed una mappa con l’indicazione precisa della tipologia e del luogo cui è messa a dimora quella che ora è una piantina ma un giorno… . I bambini cresceranno insieme alla pianta personalizzata e loro “affidata”. 

Ciò significa non solo rinvigorire uno spazio verde, così come si è già fatto nel parco Baden Powell (che i più avanti negli anni continuano ancora a chiamare “ex campo boario”, luogo dove un tempo si tenevano le fiere del bestiame che in determinate occasioni convogliavano a Cassino centinaia di allevatori, pastori, contadini, commercianti, macellai di un vasto territorio per un momento di festa oltre che di affari), ma significa soprattutto affidare un messaggio ed un compito alle nuove generazioni. Quello cioè di prestare attenzione alla tutela dell’ambiente, al valore dell’albero di cui molti “grandi” non riescono a cogliere neppure la bellezza.

La cerimonia di domenica prossima, volutamente, coincide con la “Festa della mamma”, ha ricordato la consigliera comunale Gabriella Vacca, brava professoressa di Lettere, madre felice di tre figli, l’ultima arrivata di recente; una che il contributo proprio a fermare il preoccupante fenomeno della denatalità crescente in Italia lo ha dato. Questa voluta coincidenza, ha sottolineato, intende anche celebrare la figura della madre, della maternità e del ruolo di essa nella società. Ed ha aggiunto: “Un momento di festa, dunque, con i nuovi cittadini, con le mamme, con le famiglie e con gli “alberi neonatali”.

Il lettore capirà se in questo momento il pensiero, alla vigilia di una festa così cara a tutti, corre, più forte di sempre e con accresciuta intensità, alla “mamma”. Alla nostra, intanto, che non c’è più da un bel po’ di anni, ma che sempre è presente nei momenti in cui “deve esserci”, che ci continua ad accompagnare nel cammino della vita, man mano più difficile e tortuoso, che continua a “vivere” nel dolce ricordo che si rinnova ogni giorno.

Alla mamma di Rocco, un bambino di soli dodici anni, che una improvvisa e maledetta emorragia cerebrale ha relegato in coma vegetativo in una residenza sanitaria assistita della provincia romana. Una donna buona, viveva per il suo bambino, che colmava di attenzioni e di affetto e che ora giace lì, in un letto, immersa in un “sonno” profondo dal quale chissà se un giorno si desterà. Lo sperano i suoi cari, lo speriamo tutti, ma più di tutti certamente Rocco al quale, nel giorno del (per la prima volta triste) compleanno, il mese scorso, Daria, la sua amichetta del cuore delle elementari, ha inviato il seguente commovente messaggio pieno di immenso affetto: “Il ticchettio dell’orologio, qualcuno dondola con la sedia, il rumore del gesso sulla lavagna, le matite che cadono, il brusio di sottofondo, tu che guardi di fuori dalla finestra, io che penso all’estate e mi chiedo: “Cosa starà facendo Rocco?”.

In questo periodo ci siamo allontanati, mi piacerebbe aggiustare l’elastico che ci tiene uniti. A volte mi torna in mente il tuo astuccio, i fumetti su Chernobyl. Mi ricordo dei giochi a casa tua, del tuo sorriso, del giardino di scuola e del campeggio. Insomma mi ricordo di noi due. E tu ti ricordi di noi? Buon compleanno. T.v.t.b”.

E, infine, a quanto scritto proprio ieri da un nostro caro amico, per la sua anziana mamma che non c’è più: “Oggi, cara mamma, io e Nunzia, insieme a tutti i tuoi cari, ti accompagneremo verso quel mondo dove regna solo pace e serenità e dove ci sono altri tuoi cari ad aspettarti, tra cui il nostro caro Carmine. Noi tutti ti vogliamo tanto bene, e grazie per tutto quello che ci hai dato”.

Post scriptum.

Vuole essere, questo, solo un modesto contributo alla “Festa della mamma”, ricorrenza celebrata in onore della maternità, della figura della madre, punto di riferimento saldo, certezza confortante che può vincere l’quietudine della vita.

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