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“Azzerare il contatore della cassa per gli stop causati dalla carenza dei chip”

ECONOMIA – Oggi al Ministero dello Sviluppo Economico l’incontro sul tavolo automotive alla
presenza del viceministro Pichetto, dopodomani il vertice con Tavares: le richieste dei sindacati. Preoccupa ancora la mancanza dei semiconduttori e Stellantis fa partire i primi licenziamenti nelle fabbriche che maggiormente risentono della mancanza di approvvigionamento

“Abbiamo avuto nella giornata di oggi la conferma della disponibilità dell’AD Stellantis Tavares di incontrarci come sindacati il giorno 31 marzo 2022 dalle 8,00 alle ore 9,00 presso la sede di via
Plava n°80 – Officina 83 Centro Stile a Torino . Per noi è un importante segnale ed è una positiva disponibilità a confrontarsi con noi per il futuro e le prospettive degli stabilimenti italiani e la messa in sicurezza occupazionale, partendo dal recente piano industriale di Stellantis”.

Lo rendono noto il Segretario generale della Fim Cisl Roberto Benaglia e il Segretario nazionale Fim Cisl Ferdinando Uliano annunciando che la dirigenza di Stellantis ha dato quindi la disponibilità ad un incontro con i sindacati.

Intanto, oggi, al Ministero dello Sviluppo Economico si è tenuto l’incontro sul tavolo automotive alla presenza del viceministro Pichetto. A margine dell’incontro, la segreteria nazionale della Fim-Cisl in una nota rileva: “Abbiamo valutato positivamente lo stanziamento di 8,7 miliardi per il settore dell’automotive da qui al 2030, ma pensiamo che sia indispensabile slegarlo dagli incentivi all’acquisto delle autovetture sostenibili per garantire così, le risorse necessarie al processo di reindustrializzazione e accompagnare il processo di trasformazione che è in corso a partire dagli impatti occupazionali generati dal cambio delle motorizzazioni.

Le stime delle case automobiliste sostengono che la parificazione dei costi tra autovetture elettriche e quelle a motore endotermico si raggiungerà tecnologicamente tra non meno di 4 anni. Per questo non possiamo permetterci che nei prossimi anni venga prosciugata la dotazione necessaria per il processo di reindustrializzazione. Durante l’incontro abbiamo ribadito l’importanza di un costituire un “comitato tecnico” per indirizzare le risorse necessarie al settore: sia per la ricerca e sviluppo che per la produzione. E’ prioritario accompagnare la transizione in atto con una politica industriale capace di sviluppare nel nostro Paese la filiera necessaria alla mobilità del futuro, dalla componentistica, ai semiconduttori, alle batterie, ai componenti elettronici necessari allo sviluppo della digitalizzazione, della connettività e della guida autonoma.

Il viceministro Pichetto ha condiviso la proposta di definire un comitato tecnico per indirizzare le risorse stanziate per il settore e questo è molto importante. Ora è fondamentale capire quali risorse che verranno indirizzate per la formazione necessarie a gestire il cambio delle competenze professionali a cui però, vanno sommate quelle necessarie a rafforzare gli ammortizzatori sociali indirizzandoli alla transizione, questo al fine di evitare i
gravissimi impatti occupazionali che si possono generare. Le ricadute occupazionali legate alle nuove motorizzazioni sono stimate direttamente nella componentistica per circa 75.000 lavoratori; ma se guardiamo all’impatto negli altri settori questo numero è maggiore di tre o quattro volte. Nell’immediato poi, sarebbe importante neutralizzare il contattore sulla CIGO per i fermi produttivi generati dai semiconduttori”.

Rocco Palombella e Gianluca Ficco, rispettivamente segretario generale e segretario nazionale responsabile del settore auto della Uilm, hanno dichiarato: “Forti degli accordi già siglati e degli impegni già acquisiti, il 31 marzo nell’incontro fissato a Torino chiederemo a Carlos Tavares l’impegno a completare il piano industriale di Stellantis in Italia”.

“Molte realtà sono in procinto di effettuare nuovi lanci, come Pomigliano e Cassino, o hanno ricevuto una assegnazione di lungo periodo suggellata da intese sindacali, come Melfi e Mirafiori; in altre ancora sono annunciati forti investimenti, come Termoli”, hanno spiegato Palombella e Ficco. “Ma ora occorre un impegno di Tavares, che ringraziamo di aver subito accolto la nostra richiesta di incontro, a completare le assegnazioni produttive per tutti gli stabilimenti, a delineare i prossimi passi da compiere insieme per salvaguardare fabbriche, enti di staff e di ricerca italiani, per completare l’integrazione fra Fca e Psa e per accompagnare la transizione verso l’elettrico”.

Mentre al tavolo automotive di oggi pomeriggio al Ministero dello Sviluppo economico è stato chiesto al governo, che “a parole” avrebbe già accolto alcune delle richieste del sindacato, “di passare ai fatti. Più in particolare chiediamo incentivi all’acquisto delle auto paralleli ai limiti di emissione imposti dall’Unione europea, risorse per le riconversioni industriali che la transizione energetica implica, una nuova e specifica cassa integrazione a copertura dei lavoratori del settore, nonché l’istituzione di un’agenzia degli approvvigionamenti per fronteggiare la crescente crisi delle forniture, che la tragica guerra in Ucraina sta ulteriormente aggravando”.

Nel frattempo, Stellantis sta licenziando altri lavoratori nel suo stabilimento Jeep in Illinois “per far funzionare l’impianto in modo più sostenibile”, ha reso noto ieri la casa automobilistica, senza rivelare quanti dei quasi 2.000 dipendenti dell’impianto di assemblaggio di Belvidere che produce il crossover Cherokee sarebbero interessati. Stellantis offre pacchetti pensionistici ai dipendenti rappresentati dalla United Auto Workers presso lo stabilimento a partire dal 31 maggio e sta licenziando sia il personale a ore sia quello stipendiato già dal 27 maggio. Belvidere è stato uno degli impianti di Stellantis più colpiti dalla carenza globale di semiconduttori. Già l’anno scorso ha dovuto affrontare diversi licenziamenti. 

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