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Bandi su misura, assolti Palombo e Matera. Gli altri vanno a processo

GIUDIZIARIA – L’ex vice sindaco di Cassino e il funzionario comunale dei Servizi Sociali avevano chiesto il rito abbreviato: scagionati da ogni accusa, il fatto non sussiste. Rinviate a giudizio altre cinque persone, tra cui il consigliere comunale Benedetto Leone

Inchiesta sul bando di gara redatto dal Comune di Cassino nel 2017, per il progetto “Città femminile, comunità plurale”: dopo la richiesta di rinvio a giudizio per sette persone, indagate a vario titolo per turbativa d’asta e truffa, arrivano le prime assoluzioni. L’ex vice sindaco dio Cassino Carmelo Palombo e il funzionario Pasquale Matera avevano chiesto il rito abbreviato. Da ieri sono scagionati da ogni accusa: il fatto non sussiste.

I primi avvisi di garanzia erano partiti a novembre del 2019 dopo alcune segnalazioni giunte tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017 che hanno dato il via all’inchiesta ed hanno permesso di ricostruire i presunti illeciti commessi per realizzare il progetto “Città femminile, comunità plurale” finanziato per un importo complessivo di circa 50mila euro.

Secondo l’accusa il progetto sarebbe stato “costruito” su misura per favorire l’impresa “Format”, gestita dai coniugi Valente-Golino della città Martire e così nel gennaio del 2020 ad essere raggiunto da un avviso di garanzia è stato anche Benedetto Leone, assessore ai Servizi Sociali del Comune di Cassino all’epoca dei fatti ed oggi consigliere comunale di opposizione.

Il Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Cassinolo scorso mese di settembre ha chiesto al giudice per l’udienza preliminare il decreto che dispone il rinvio a giudizio nei confronti degli imputati che dovranno rispondere di diversi reati.

Risultavano essere sette le persone per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio: l’ex assessore Benedetto Leone, oggi consigliere di opposizione; l’ex vice sindaco della giunta di Centrodestra Carmelo Palombo, l’ex segretario comunale Lorenzo Norcia, il funzionario del settore dei Servizi Sociali Aldo Matera, la progettista Sara D’Aliesio titolare di un contratto di collaborazione con il Consorzio Servizi Sociali del Cassinate, l’imprenditore Raffaele Valente e sua moglie Maria Rosaria Golino, titolari della ditta “Format” che si occupa di formazione extra scolastica: si sarebbero aggiudicati il progetto, finanziato dalla Regione Lazio, con la complicità degli amministratori comunali.

Palombo e Matera avevano chiesto il rito abbreviato. Ieri per loro è arrivata la sentenza: assolti da ogni accusa. A processo andranno tutti coloro che non lo hanno chiesto, tra cui il consigliere comunale Benedetto Leone. Lui stesso lo ha reso noto: di recente “Cari amici vi comunico che sono stato informato del mio rinvio a giudizio riguardante il procedimento già in corso e che da tempo già conoscete tutti e sul quale Salera già ha speculato, costituendosi parte civile contro il sottoscritto”.

Prosegue Leone: “Nulla di nuovo. Ma ci tenevo a comunicarvelo per trasparenza e correttezza al fine di evitare nuove strumentalizzazioni che hanno lo scopo di distogliere l’attenzione e che nulla hanno a che vedere con l’aspetto morale ed etico del procedimento riguardante la falsificazione delle firme della lista PD che ha sostenuto Salera Sindaco. Su questo ed altro non arretrerà di un millimetro la mia azione politica”.

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