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“Bisogna saper cambiare, pensando ad una città diversa, a misura di cittadino”

POLITICA – Il movimento ‘Pop Cassino’ prende posizione in merito alla pedonalizzazione del centro e alla chiusura di Corso della Repubblica: “Non si deve aver paura del cambiamento, perché finché tutto rimane immutato i problemi non svaniscono”

Dal movimento ‘Pop Cassino’ riceviamo e pubblichiamo

Cassino, 10 anni fa circa, nel periodo natalizio: Peter, un artista di strada tedesco che ha scelto di suonare il suo flauto per le vie dei paesi dell’Italia centrale, sceglie di venire a Cassino per suonare le sue melodie all’ombra dell’Abbazia. Si posiziona lungo Corso della Repubblica all’altezza della Chiesa di Sant’Antonio, apre la custodia del suo strumento, la posiziona ai suoi piedi per raccogliere qualche offerta ed inizia a suonare le sue dolci melodie. Passa qualche minuto, con difficoltà le note superano il rumore del traffico cittadino, senza neanche uno straccio di isola pedonale che per prassi veniva sospesa nei giorni di Dicembre per “incentivare” il commercio. Riesco a sentirlo solo avvicinandomi, le sue note già svaniscono dall’altro lato del marciapiede. Termina il suo brano, mi avvicino per lasciare la mia offerta e vedo che già ripone il suo flauto nella custodia. Provo a scambiare quattro chiacchiere e in un Italiano stentato mi dice “Prima volta qui a Cassino, qui è uno schifo”. Può suonare offensivo ma non si riferiva alla città in sè, ma al modo in cui il centro era organizzato. Peter prese il suo flauto e se ne andò, non l’ho più visto a Cassino, mentre ha continuato a suonare per tanti paesi nelle regioni vicine con una vivibilità ben diversa.

Non vogliamo qui di nuovo disquisire sulle motivazioni tecniche di un isola pedonale permanente; come POP abbiamo già espresso opinioni in merito. Quello che vogliamo qui ribadire è che l’isola pedonale permanente è parte di una vera e propria nuova visione della città. La città che ci immaginiamo è fatta di grandi spazi all’aperto dove le persone possano incontrarsi e vivere insieme in un ambiente rigenerato e stimolante. Un ambiente che, con le oppotune misure ed iniziative, possa rigenerare la stessa area commerciale che vi si affaccia, oltre a migliorare l’aspetto urbano. Quello che chiediamo non è certo uno spazio per passeggiare in tondo per “sgranchirsi le gambe”. A tal fine c’è la bellissima passeggiata lungofiume. 

Il centro di Cassino può e deve diventare il vero centro commerciale naturale della città, centro aggregativo e culturale, e può farlo solo se immaginiamo un luogo che abbraccia il corso della Repubblica, piazza Diamare e piazza Labriola come un unico spazio dove si possa camminare senza ostacoli, incontrarsi, bere un caffè e osservare le vetrine. Gli stessi negozianti potranno esporre e promuovere i propri prodotti anche all’esterno delle proprie vetrine, ed accogliere i clienti già fuori dal loro negozio. Sarà più facile promuovere eventi che possano richiamare gli abitanti della città e dei paesi limitrofi. Sarà naturale assistere a spettacoli estemporanei di artisti di strada. 

Lavorando in sinergia si può prendere spunto da realtà che hanno avuto le stesse problematiche e gli stessi dubbi che oggi vediamo tra gli abitanti e gli esercenti. Ce ne sono diverse, possiamo citare però l’esempio di Fidenza (PR) dove con il progetto di pedonalizzazione e di creazione dei “salotti di prossimità” i commercianti sono riusciti, lavorando in comune accordo, a superare la crisi del sistema che nel loro caso era addirittura accentuata dalla presenza di un Outlet village sorto a pochi chilometri dalla loro città. 

Non si deve aver paura del cambiamento, perché finché tutto rimane immutato i problemi non svaniscono. Bisogna saper cambiare, pensando ad una città diversa, a misura di cittadino e a misura di Peter, sperando un giorno di poter sentire la melodia del suo flauto nella nostra piazza.

L’articolo “Bisogna saper cambiare, pensando ad una città diversa, a misura di cittadino” proviene da LeggoCassino.it.

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