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“Caro Luca, io non mi nascondo. E ci sarei andato giù in maniera molto più tosta di Ranaldi”

OPINIONI – Nella querelle tra Fardelli e il consigliere provinciale di Cassino, interviene il prof. Mario Costa indirettamente e velatamente chiamato in causa dall’ex del Pd: “Forse è giunto il momento di dire certe cose con la dovuta chiarezza. Senza girarci troppo attorno”

di Mario Costa

Senza esplicitamente fare il mio nome e cognome, il consigliere comunale “indipendente” Luca Fardelli, in maniera incautamente e scorrettamente allusiva alla mia persona, mio malgrado, cerca di risucchiarmi in una polemica che riguarda esclusivamente lui e il consigliere provinciale Gino Ranaldi. Peraltro una polemica “da cortile”, come l’ha definita quest’ultimo. (LEGGI QUI: “Caro Luca, ora basta: alle Provinciali non mi hai votato”)

Stando alla fin troppo chiara allusione, scritta da Luca Fardelli non con il suo pugno ma, com’è d’uso ormai, utilizzando una tastiera, pur se ritiene siano altri i “leoni da tastiera” che “nell’intento di difendere il fortino, sparano all’impazzata”, questa volta egli ha “sparato” sul bersaglio sbagliato. (LEGGI QUI: “Caro Gino, il mio voto lo hai avuto. Lo sa bene anche il sindaco”)

Vengo, infatti, (incautamente e scorrettamente, ripeto) di fatto chiamato in causa quale autore materiale della nota diramata a “LeggoCassino” che porta la firma del consigliere Gino Ranaldi, avvocato di lungo corso. Si tratta di uno che “sa leggere e scrivere”, come si dice, di persona istruita e capace. Uno cioè che non ha certo bisogno di chi faccia per lui qualcosa per la quale non sarebbe adeguatamente attrezzato. Nel caso, lo scrivere.

Il ventilare quindi ciò, come fa Luca Fardelli, arreca offesa al collega consigliere comunale, anche se forse tale non irrilevante aspetto deve essergli sfuggito. Ma è questione che riguarda il consigliere Ranaldi, della quale, eventualmente, si dorrà lui.

Per quanto riguarda il sottoscritto, ho già avuto modo di dire in altra occasione che, nella doverosa battaglia civile e politica cui mi sento impegnato da anni, rispondo solo e soltanto delle cose che, di tanto in tanto, scrivo e sottoscrivo. Non mi nascondo mai dietro altri nomi, ma esco sempre allo scoperto in prima persona.

Nel caso in questione, se avessi scritto per mio conto, ci sarei andato giù in maniera più tosta, assai più tosta di quella di Gino Ranaldi. Anche perché forse è giunto il momento di dire certe cose con la dovuta chiarezza. Senza girarci troppo attorno.

L’articolo “Caro Luca, io non mi nascondo. E ci sarei andato giù in maniera molto più tosta di Ranaldi” proviene da LeggoCassino.it.

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