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Coreno, la proroga al GAL per l’Area Panoramica Belvedere scatena la polemica

TERRITORIO – I tecnici hanno presentato la richiesta. La minoranza attacca: “I lavori sono nella fase embrionale altro che 50% di lavorazioni effettuate”. L’ex sindaco Corte chiede di accertare ed adottare ogni provvedimento utile e necessario a salvaguardare l’Ente

L’opposizione di Coreno guidata dall’ex sindaco Domenico Corte interviene sulla proroga concessa dal GAL (Gruppo Azione Locale Aurunci Valle dei Santi) al comune di Coreno Ausonio per l’ultimazione dei lavori di valorizzazione ambientale panoramica e paesistica in località Belvedere e sullo stato di avanzamento dei lavori.

Il capogruppo “al fine di svolgere il proprio mandato elettorale e garantire il rispetto delle normative vigenti e salvaguardare l’ente da eventuali contenziosi e/o da danno erariale” – così scrive, in una lunga lettera inviata al Sindaco Simone Costanzo, al Vice Segretario e al Responsabile della Polizia Locale del Comune di Coreno e al Direttore e al Presidente del GAL con sede ad Esperia – chiede di accertare, previo sopralluogo del luogo interessato da detto progetto, se le Dichiarazioni riportate nelle Relazioni a firma del Tecnico Progettista e Direttore dei Lavori dell’“intervento di valorizzazione ambientale, panoramica e paesistica di area panoramica in località Belvedere” e dal Responsabile del Servizio Tecnico del Comune di Coreno Ausonio in qualità di Rup, corrispondono alla reale situazione del cantiere e più precisamente se le lavorazioni dichiarate come eseguite sono state effettivamente realizzate”.

LA DENUNCIA

Il progetto, finanziato dal GAL di Esperia per 170mila euro, riguarda la realizzazione di un area panoramica posta all’ingresso del paese. I lavori sono stati appaltati – si legge nella lettera – il 2 dicembre 2021 e il 30 aprile 2022 il Direttore dei Lavori e il Rup hanno chiesto una proroga di centoventi giorni per l’ultimazione dell’opera al GAL di Esperia che l’ha autorizzata. Fin qui tutto nella normalità, i tempi previsti dal contratto non sono bastati per completare l’opera e la legge permette di poter chiedere una proroga dei tempi per giungere alla chiusura dei lavori. Naturalmente per poter ottenere la proroga occorre giustificare e motivare il ritardo dell’esecuzione dei lavori, atti regolarmente inviati dai tecnici al GAL con tanto di nuovo cronoprogramma dei lavori.

Nella richiesta i tecnici hanno elencato “le problematiche e i protocolli che hanno allungato i tempi di esecuzione e l’andamento del cantiere e lo stato dei lavori” e proprio su questo aspetto si scatena il capogruppo di minoranza Domenico Corte.

Allegando alla lettera ben sei foto che riportano lo stato dei luoghi, il consigliere denuncia “che quanto dichiarato dai tecnici in dette relazioni in merito all’andamento del cantiere e allo stato delle lavorazioni non corrisponde al vero – e poi rincara la dose – le lavorazioni elencate in dette relazioni non sono state ancora realizzate – e prosegue evidenziando la non corrispondenza alla realtà di ogni intervento riportato nell’elenco delle lavorazioni che, come scritto dai tecnici, sono già state eseguite.

Corte afferma che – la dichiarazione dei tecnici, “le opere eseguite si aggirano al 50% dei lavori”, è del tutto falso, considerato che come fin qui evidenziato, ogni singola lavorazione dichiarata come eseguita dal Direttore dei Lavori e dal Rup non risulta affatto realizzata. Infatti ad oggi, il cantiere, come si evince chiaramente dalla documentazione fotografica, si trova ancora nello stato iniziale: risulta installata solamente una recinzione lato strada con cartellonistica ed un avvio di spianamento. Dalla consegna dei lavori ad oggi il cantiere è stato oggetto di lavorazione solo per alcuni giorni e per poche ore”.

LA RICHIESTA

Con la lettera il Consigliere Corte chiede “a quanti in indirizzo e ad ognuno per le proprie competenze e responsabilità di: accertare previo sopralluogo se le lavorazioni dichiarate come eseguite dai tecnici sono state effettivamente realizzate e in caso di dichiarazioni mendaci, se le stesse hanno determinato un sorta di agevolazione all’Impresa esecutrice dell’opera che, non avendo rispettati i termini del contratto, avrebbe dovuto, anziché ottenere la proroga, corrispondere al Comune, quale Ente appaltatore, una sanzione pecuniaria in base ai giorni di ritardo nella consegna dei lavori eseguiti e/o addirittura la revoca dell’appalto per inadempienza entro i termini contrattuali.

Infatti è opportuno precisare, come si evince dai punti precedenti, che: lo stato del cantiere, alla data odierna, nonostante sia scaduto il termine per la fine dei lavori previsto dal contratto (scrittura privata) sottoscritta in data 2 dicembre 2021 e malgrado sia trascorso un altro mese dalla richiesta di proroga, si trova ancora nella fase embrionale e la ditta non ha ancora effettuato alcun tipo di lavorazione se non una sorta di spianamento iniziale di una parte dell’area interessata dal progetto”.

Oltre agli accertamenti Corte chiede inoltre a quanti in indirizzo “di adottare ogni provvedimento utile e necessario, nei confronti: del Direttore dei Lavori, del Rup, del Responsabile della Sicurezza e della ditta”.

Insomma la questione appare molto delicata infatti il rappresentante dell’opposizione chiude la sua dettagliata lettera chiedendo che gli vengano “comunicati al più presto gli adempimenti attivati, in seguito a quanto fin qui evidenziato, ognuno per le proprie competenze e responsabilità, informando sin d’ora quanti in indirizzo, che mi riservo di interessare le ulteriori autorità competenti in materia, al fine di verificare la correttezza e la regolarità dei procedimenti fin qui attivati, ritenendoVi responsabili in caso di inerzia e mancata attivazione di quanto previsto dalle normative vigenti in materia di lavori pubblici, per quanto di vostra competenza”.

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