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Covid, aumentano i casi ma grazie ai vaccini si torna alla normalità

RUBRICHE – I contagi sono in ripresa, il Coronavirus però non fa più paura: il 31 marzo termina lo stato di emergenza. Cala il sipario sul nostro consueto approfondimento settimanale curato da Angelo Franchitto sin dall’inizio della campagna vaccinale. Due anni vissuti tra incubi e speranze: ecco le tappe salienti

di Angelo Franchitto

In questi giorni crescono ovunque i contagi, si parla di un calo della protezione immunitaria e dei rischi dell’abbandono delle restrizioni. Inoltre c’è una sempre maggiore mobilità e diffusione di una nuova variante, la BA.2. Sono queste le cause che spingono a pensare che stiamo vivendo la sesta ondata. Ma purtroppo, siamo ormai abituati al fatto che dopo un periodo di calo c’è sempre una ripartenza dei contagi.

Siamo partiti con l’estate 2020, finito il lockdown, quando sembrava che la forte discesa tendesse effettivamente a uno zero. Invece, l’autunno ha visto la ripresa dei contagi. Grazie alla campagna vaccinale abbiamo frenato fortemente le ondate che si sono succedute, e contenuto il numero di decessi. Ma non siamo mai riusciti a fermare completamente il virus. Si tratta di un microrganismo che riesce a sopravvivere e continua a tenerci compagnia.

Tuttavia, se parliamo da un punto di vista storico, senza dubbio è importante ricordare che le vaccinazioni sono sicuramente lo strumento più efficace per proteggere le persone da qualsiasi malattia infettiva che, come il caso della Covid-19 sono state delle pandemie capaci di decimare la popolazione mondiale. Ma grazie a vaccini di ultimissima generazione, come Pfizer e Moderna, possiamo affermare che la medicina contemporanea ha veramente fatto dei grandi passi avanti nella tutela della salute.

Si tratta di un progresso tecnologico e scientifico con il quale potremmo meglio combattere anche le future epidemie, riducendo notevolmente il numero delle vittime. Inoltre, nei casi in cui il virus resta presente e circola tra la popolazione mondiale, il vaccino riesce comunque a permettere una convivenza con esso senza restrizioni e confinamenti. La lotta al Coronavirus viene affrontata con la vaccinazione di tutta la popolazione.

La macchina dei vaccini, in Italia, si mette in moto il 27 Dicembre 2020, solo nove mesi dopo l’inizio del lockdown. Come previsto dal Piano della campagna di vaccinazione nazionale, tutto comincia con l’immunizzazione del personale medico e paramedico, gli anziani residenti nelle Rsa e gli over 80. Mentre, è a partire dall’8 febbraio 2021, che il Governo presenta un documento nel quale vengono indicate le categorie e l’ordine di priorità da seguire. Si scende dagli over 70 fino ai diciottenni.

Ovviamente la vaccinazione è gratuita e garantita a tutti. Ma il processo di vaccinazione è anche legato a tutta una serie di impegni. Parliamo delle questioni legate alla logistica, all’approvvigionamento, allo stoccaggio e al trasporto dei vaccini. Tutti compiti di competenza del Commissario straordinario per la Governance del piano di vaccinazione. Un’azione che viene assicurata dal coordinamento costante tra il ministero della Salute, la struttura del Commissario straordinario, le Regioni e le Province Autonome. Ugualmente, parliamo di come sia importante tenere presente che esiste un sistema informativo per gestire in modo efficace, integrato, sicuro e trasparente tutta la macchina della campagna di vaccinazione.

Allo stesso tempo l’attenzione di medici e cittadini è rivolta alle varianti del Coronavirus. La questione è se i vaccini saranno ugualmente efficaci e per quanto tempo. Inizialmente, le mutazioni del virus Sars-CoV-2 sono comuni e vengono osservate in tutto il mondo fin dall’inizio della pandemia. Si registrano rialzi della curva dei contagi in tutti i paesi del mondo, più o meno negli stessi periodi. Nulla di strano, per gli scienziati che infatti parlano di una caratteristica dei virus, in particolare quelli a RNA come i coronavirus, per cui la loro evoluzione è costante, e avviene attraverso la comparsa di mutazioni del loro genoma. Ma, una cosa è certa, la maggior parte delle mutazioni non ha avuto un impatto significativo sulla malattia, né sui vaccini. Questo indica l’efficacia di tutti i vaccini utilizzati.

Resta il fatto che alcune di queste mutazioni possono causare la comparsa di un virus completamente diverso dalle versioni precedenti, per cui, le nuove versioni hanno un vantaggio rispetto alle altre. Queste mutazioni aumentano la trasmissibilità del virus, insieme a una maggiore patogenicità con forme più severe della malattia. Così, queste nuove forme del virus possono risultare capaci di aggirare l’immunità precedentemente acquisita dagli individui e possono risultare immuni al vaccino.

In questi casi le variazioni diventano motivo di preoccupazione da parte di medici ed esperti, e devono essere monitorate con attenzione. Nel corso di questi due anni, abbiamo conosciuto ben tre nuove varianti della Covid-19. Generalmente i nomi più letti sono stati quelli di: variante inglese, brasiliana e sudafricana. Il nome viene scelto in base al luogo in cui le varianti sono state individuate per la prima volta. In realtà le varianti del Coronavirus sono molte di più. Il fatto è che non tutte le variazioni del virus sono rilevanti, perché spessissimo non interferiscono con il lavoro del vaccino, che resta sempre efficace. Una questione molto delicata è stata quella legata ai vaccini AstraZeneca e Jassen.

Purtroppo, i due vaccini hanno subito forti polemiche a inizio campagna legate ai rischi per la salute. In realtà, si sono verificati alcuni casi di persone con effetti negativi quali trombosi. Ma, in realtà, la statistica di questi casi si è abbassata notevolmente, man mano che la campagna vaccinale procedeva. La questione è stata poi superata eliminando questi due vaccini e introducendo il Novavax. Infine, i pediatri italiani ricordano come, da inizio pandemia, si registrano aumenti di casi tra i bambini. Proprio per queste ragioni, è importante convincere i genitori dell’importanza della campagna vaccinale anche per i più piccoli.

Non bisogna avere paura del vaccino, ma della malattia. Infatti, per i bambini non vaccinati non solo c’è il rischio di ammalarsi, ma anche di rimanere fuori dalla vita sociale. I bambini stanno perdendo quella normalità che speriamo si possa presto ritrovare. Inoltre, in molte famiglie succede già un certo timore che spinge a tenere fuori dalle proprie abitazioni i non vaccinati. Infine, una variante particolare è la Omicron. Con questa ultima versione il virus continua ad essere molto infettivo, ma decisamente meno mortale. Addirittura calano i ricoveri e le terapie intensive.

Ma, nonostante questo, la campagna vaccinale continua con le terze dosi. Il booster vaccinale risulta sempre più necessario. Intanto, Paesi come Olanda e Regno Unito parlano ancora di lockdown. L’Italia, grazie al successo della campagna vaccinale, affronta le ultime ondate senza mettere in sofferenza le sale intensive degli ospedali. Ma il virus circola e non possiamo ignorarlo completamente. La campagna vaccinale continua. Molto probabilmente, diventerà annuale e sempre più destinata ai soggetti anziani e per i più fragili. Ovviamente, nessuno sa con certezza se in futuro ci sarà bisogno di un richiamo per tutti. Al momento viaggiamo verso una fine dello stato d’emergenza.

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