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Dopo il Cosilam, la Regione: Abbruzzese nuovamente prosciolto

OPINIONI – Una gogna mediatica durata undici anni, con i processi sommari fatti sui marciapiedi: ora il Tribunale archivia tutte le accuse. L’ex presidente della Pisana. “Sapevo di non aver commesso alcun tipo di reato ma la giustizia ha fatto il suo corso troppo lentamente”. Una lezione che la politica locale non impara e c’è ancora chi gioca a fare il forcaiolo da tastiera

Non ci fu nessuna irregolarità per la nomina del Dg Cosilam Annalisa D’Aguanno. La Procura di Cassino aveva chiesto il rinvio a giudizio per l’ex Consiglio di Amministrazione del Cosilam composto dall’allora presidente Pietro Zola (difeso dall’avvocato Sandro Salera), dall’ex vice presiedente Francesco Mosillo (difeso dal professor Antonio Fiorella e dall’avvocato Gianrico Ranaldi) e dall’ex consigliere Umberto Satini (difeso dall’avvocato Ermete Grossi ed Armando Satini).

Tutti dovevano rispondere di Turbata libertà nella scelta del contraente. Stesso reato contestato all’ex presidente del consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese (difeso dall’avvocato Sandro Salera) il quale, per la Procura, avrebbe avuto un ruolo di raccordo e garanzia per la buona riuscita dell’accordo con Annalisa D’Aguanno beneficiaria del presunto patto preventivo (difesa dagli avvocati Piero D’Orio e Armando Pacione). Incarico che D’Aguanno ha ricoperto dal 2016 al 2019. Il 22 dicembre 2021 è stata scritta la parola fine: tutti prosciolti. Nessuna irregolarità nella selezione.

A distanza di tre mesi, arriva un’altra vittoria in Tribunale per Mario Abbruzzese. Era accusato di truffa. Secondo l’accusa aveva fatto copiare al suo staff delle tesine di laurea che sarebbero dovute passare come consulenze pagata dall’Ente di via della Pisana. Mario Abbruzzese, difeso anche in questo procedimento dall’avvocato Sandro Salera, è stato prosciolto da ogni accusa: ma ci sono voluti ben 11 anni.

A metterlo in evidenza è proprio l’ex presidente del Consiglio regionale, che annota: “Sono felice di questa decisione che ormai mi aspettavo, sapendo di non aver commesso alcun tipo di reato. La giustizia ha fatto il suo corso troppo lentamente. Non si può essere prosciolti dopo 11 anni di gogna mediatica, questo è grave per il sistema giudiziario italiano”.

Parole, quelle di Mario Abbruzzese, che stridono con quel che accade in questi giorni nella politica locale di Cassino dove i casi di Igor Fonte prima e di Mario Abbruzzese oggi sembrano non aver insegnato nulla e in molti si divertono a fare i forcaioli.

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