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Dopo la festa, resta l’appello dei giovani: “Più sicurezza sul lavoro”

RUBRICHE – Dal 2018 al 2021 sono state oltre 4.500 le morti bianche è dunque importante parlare di sicurezza e prevenzione: i ragazzi sono quelli che più rischiano incidenti. L’approfondimento di Angelo Franchitto

di Angelo Franchitto

Un tema molto sentito dai giovani italiani, in questo periodo di post pandemia e di fine delle restrizioni, è la sicurezza sul lavoro. Se ne parla tanto, intendendo quell’insieme di azioni interne ed esterne ai luoghi di lavoro, che mirano a garantire l’incolumità dei lavoratori e del personale presente. Dunque, la sicurezza sul lavoro è sempre importante. In modo particolare c’è molta attenzione sulla prevenzione. Infatti, essa rappresenta una delle colonne portanti della sicurezza.

Certamente, anche alla luce degli ultimi casi di cronaca legati alla morte prematura di giovani che stavano facendo tirocinio o esperienza di scuola-lavoro, la prevenzione rientra con merito nella definizione di sicurezza sul lavoro. Inoltre, la prevenzione è un paletto fondamentale per diminuire drasticamente il rischio sul lavoro. Certamente, la sicurezza sui luoghi di lavoro è importante sotto molteplici aspetti, non solo per i più giovani, ma è importante perché riguarda la salute di tutti i dipendenti.

Recenti indagini nel mondo del lavoro hanno evidenziato quanto, una corretta politica orientata alla sicurezza dei lavoratori, sia capace di portare un sicuro ritorno positivo in azienda. Non solo per tutto ciò che concerne i rapporti umani, ma si ha un riscontro positivo anche in termini di redditività. Per cui, lavorare in sicurezza significa lavorare bene e lavorare meglio. Addirittura si favorisce la possibilità di fare gruppo e di muoversi come una squadra. D’altronde, ci si prende cura del benessere psico-fisico dei lavoratori. Si tratta di qualcosa che viene apprezzata, soprattutto dai dipendenti. Inoltre, si realizza una buona tranquillità negli ambienti di lavoro. Così l’azienda costruisce quella positività diffusa che rende possibile aumentare la produttività.

Ma questi sono solo alcuni dei benefit che possono svilupparsi nell’ambiente lavorativo grazie ad un investimento mirato che riguarda la prevenzione e la sicurezza nei  luoghi di lavoro. Quando parliamo di sicurezza nei luoghi di lavoro parliamo, in maniera più specifica della normativa che guida aziende, responsabili e consulenti nel mondo della prevenzione e sicurezza sul lavoro. Una legge ben nota ai più come il dlgs 81/2008. Nella maggior parte dei casi, la legge è conosciuta anche come testo unico sicurezza sul lavoro.

La legge viene emanata nell’Aprile del 2008. Con questo decreto ministeriale si vuole integrare e migliorare le precedenti norme sicurezza sul lavoro. Sicuramente, fra tutte, la più celebre è la legge 626. Tuttavia, il dlgs 81 2008, supera i de creti precedenti, soprattutto  si distingue per una gradita semplificazione ed una perfezionata razionalizzazione degli argomenti. Inoltre, aggiorna alcuni aspetti troppo generici tra cui le sempre temute relative sanzioni. Quando parliamo di sicurezza per i lavoratori dobbiamo tenere a mente che, nel mondo del lavoro ci sono anche i giovanissimi. Infatti, esiste oggi il progetto ministeriale di Alternanza scuola-lavoro. Si tratta di una modalità didattica innovativa, che impegna i giovani studenti a conoscere il mondo del lavoro attraverso l’esperienza pratica.

Lo scopo, da parte dei ministeri dell’istruzione e del lavoro, è proprio quello di aiutare ragazze e ragazzi a consolidare le conoscenze acquisite a scuola, ma è anche un modo perché possano mettersi alla prova sul campo. Così da testare le proprie attitudini di studentesse e studenti. Questa esperienza diretta nel mondo del lavoro serve anche ad arricchirne la formazione e a orientarne il percorso di studio dei nostri giovani.

Attraverso un percorso di pratica del lavoro all’interno di aziende e altri luoghi lavorativi, i giovani prendono consapevolezza del proprio futuro di che tipologia di lavoro possono prediligere, anche grazie al tipo di esperienza fatta. Certamente, ogni scuola predilige dei progetti in linea con il proprio piano di studi. Allo stesso tempo, l’Alternanza scuola-lavoro, è obbligatoria per tutte le studentesse e gli studenti degli ultimi tre anni delle scuole superiori, licei compresi. Si tratta di una delle innovazioni più significative della legge 107 del 2015, meglio conosciuta come La Buona Scuola, ed è in linea con il principio della scuola aperta.

Ma, il fine ultimo di questa legge è quello di realizzare un cambiamento culturale per la costruzione di una via italiana al sistema duale, riprendendo quelle buone prassi europee, e coniugandole con le specificità all’interno del nostro tessuto produttivo ed il contesto socio-culturale. Quello che sappiamo con certezza è che, in Italia c’è un numero di morti bianche è alto. Secondo le statistiche, muore un lavoratore ogni 8 ore. In particolare, le vittime sono al Centro e al Sud. Se pensiamo che dal 2018 al 2021 sono state oltre 4.500 le morti bianche, capiamo quanto sia importante parlare di sicurezza e prevenzione. Soprattutto, quella dei decessi sul lavoro è un’emergenza senza fine, che non va ignorata. Inoltre, i giovanissimi sono, insieme agli over 65, quelli che più rischiano  incidenti sul lavoro.

Se andiamo a leggere i dati, per quanto riguarda le denunce di infortunio, nel quadriennio che va dal 2018 a oggi,  si è passati dalle 640.723 del 2018, alle 641.638 del 2019. Un forte arresto e un sostanziale calo lo abbiamo nell’anno della pandemia e del lockdown nazionale, quando le denuncie sono ferme a 554.340. Ma le cose restano sostanzialmente simili, con 555.236 casi nel 2021. Sicuramente va chiarito che la diminuzione degli infortuni sul lavoro non è assolutamente una cosa correlata a un miglioramento delle condizioni per i lavoratori, quanto piuttosto ai periodi di chiusura, alle restrizioni sociali e alla diffusione dello smart working per via della pandemia.

Nonostante siamo ancora gli inizi del 2022, la scia di infortuni sul lavoro è già parecchio lunga, e sono i giovanissimi ad avere la peggio, con un’incidenza tripla rispetto alla media. Tuttavia, in base ai dati riportati dall’Inail, i settori più pericolosi sono quello dei trasporti e del magazzinaggio. A questi seguono poi quelli delle costruzioni, il commercio. Infine, chiudono la classifica i servizi di supporto alle imprese la sanità e l’assistenza sociale.

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