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Immobile confiscato alla criminalità diventa un centro per l’affidamento familiare

IL FATTO – Lo ha stabilito la giunta del comune di Cassino. Tale importante servizio verrà gestito dal Consorzio dei Comuni del Cassinate. Ecco tutti i dettagli

Con delibera n°129 di lunedì 4 della scorsa settimana, la Giunta, presenti il Sindaco e tutti i 7 Assessori, con parere unanime ha approvato l’indirizzo politico per l’utilizzazione di un immobile di via “Di Biasio”, s.n.c, posto nell’elenco dei beni confiscati alla criminalità organizzata, per attivare il “Centro distrettuale per l’affidamento familiare”.

Tale importante servizio verrà gestito dal Consorzio dei Comuni del Cassinate. La Giunta ha demandato al dirigente dell’Area Servizi la sottoscrizione di apposita convenzione per l’utilizzo dell’immobile e per la programmazione e gestione dei servizi sociali. Avrà durata biennale, con possibilità di proroga.

Il Centro si occuperà di reperire, formare e sostenere le famiglie di Cassino e del territorio che si renderanno disponibili ad accogliere minori provenienti da nuclei in momentanea difficoltà. Inoltre garantirà il diritto a vivere in famiglia ai minori che versano in temporaneo stato di difficoltà e riduce le situazioni di istituzionalizzazione dei minori, favorendo un risparmio per le casse comunali.

In un passo della Delibera si legge si sostiene che “ l’affidamento familiare, quale sistema di interventi finalizzato a garantire la tutela del minore la cui famiglia di origine sia momentaneamente impossibilitata a garantire le cure essenziali, rappresenta un intervento ad elevata complessità relazionale e gestionale, realizzabile con l’apporto di professionisti specializzati, di modelli organizzativi e operativi congruenti e rigorosi, compiti e funzioni ben definiti, da svolgersi con il massimo di professionalità e competenza in cui ogni attore è tenuto ad operare in modo integrato, riconoscendo l’altro come interlocutore e come risorsa indispensabile al buon andamento del progetto”.

In un altro punto, in una delle premesse della delibera, era stato richiamato l’orientamento politico dell’Amministrazione Salera: “ Stante l’alto valore simbolico sotteso all’utilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata per finalità di interesse generale – si legge – si intende utilizzare tali immobili per luoghi deputati allo svolgimento di attività sociali al servizio del territorio. Ciò anche per rafforzare ed accrescere la cultura della legalità e nel contempo creare centri di aggregazione per combattere il disagio sociale, l’emarginazione, l’isolamento”.

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