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“In Consiglio Comunale non si è discusso (solo) di aria fritta”

POLITICA – La riflessione del prof. Mario Costa a margine dell’ultima assise civica che si è svolta a Cassino in sala Di Biasio

di Mario Costa

Come una pianta che cade fa più rumore di una foresta che cresce, allo stesso modo nei resoconti giornalistici dei lavori di un consiglio comunale spesso fanno più notizia espressioni del tipo “fuoco incrociato”, o “clima arroventato e teso tra il sindaco e l’opposizione”, oppure ancora “le polemiche infiammano la seduta consiliare”, rispetto a quanto di importante si approva. Gli amici dell’informazione ne sono ben consapevoli, perciò si regolano di conseguenza. Così, intelligentemente, si sono regolati anche nell’appuntamento ultimo di sala “Di Biasio”, soprattutto nei titoli, nei sottotitoli e nei sommari dei loro articoli. Sarebbe dunque sbagliato attribuire al condizionamento determinato dall’eccessiva calura del periodo l’allegro ricorso a tali colorite espressioni. E’ il mestiere!

Tuttavia è da rimarcare che nell’ultimo dei ben tre consigli della massima assise cittadina tenutisi in questo mese di luglio, non si è discusso di aria fritta. O solo di aria fritta, come talvolta purtroppo è capitato. No, questa volta, pur con il “fuoco incrociato, il clima arroventato, le polemiche infiammate”, si son fatte cose serie e rilevanti quali: l’approvazione della variazione del bilancio di previsione; del regolamento della figura dell’ispettore ambientale volontario; di sostanziali modifiche al regolamento dei comitati di quartiere, con riserva di spazi ai giovani (18/35 anni) e alle donne, nel rispetto della parità di genere; il nuovo regolamento sull’ordinamento degli Uffici e dei Servizi, al fine di favorire la trasparenza e velocizzare gli accessi agli atti; e da ultimo, ma non per rilevanza, l’ok per l’acquisizione da parte della Provincia di un’area a Folcara per uno stradello pedonale.

Necessario agli studenti per l’accesso allo Scientifico e all’Itis dal campus universitario, punto di arrivo e di partenza dei mezzi pubblici di trasporto. Un qualcosa, quest’ultima, per lo snellimento del traffico all’entrata e all’uscita dalle scuole, da rendere finalmente meno caotico e più sopportabile, si spera. Una “cosina” non di poco conto alla quale si cerca di venire a capo da anni.

C’è stata, infine, anche una bella discussione sulla situazione di Pneumologia del “Santa Scolastica”, senza scivolamenti demagogici e senza sfarfallamenti, grazie anche al competente intervento di un informato professionista in materia sanitaria qual è il consigliere di maggioranza Sergio Marandola.

Dunque, mai come questa volta il “costo” di quel consiglio è pienamente giustificato. Sì, veniamo ai “costi” delle riunioni dei consigli comunali, un aspetto solitamente poco considerato ma sul quale, questa volta, Franco Evangelista non ha perso occasione per mettere il suo appuntito pungiglione. Il consigliere ha ricordato ai colleghi dell’aula e alla decina di cittadini in quel momento sintonizzati sulla diretta streaming che i tre consigli di luglio sono costati ai contribuenti di Cassino complessivamente seimila euro.

Sin troppo chiaro il messaggio: non si possono spendere soldi pubblici solo per fare chiacchiere come troppo spesso avviene in questo luogo della democrazia. Rilievo sacrosanto. Peccato però che tale rilievo, giusto e sacrosanto, sia apparso inopportuno. Non perché sollevato proprio da lui, ma perché il prolifico consigliere santangelese lo ha fatto calare nel momento sbagliato. Guarda caso, proprio nel Consiglio dove si son fatte poche chiacchiere (ed era ora!) e molti fatti. Come innanzi rilevato.

Non avendo il quadro delle presenze e delle assenze, né altri elementi, non sappiamo se ognuno di quei consigli davvero sia costato mediamente duemila euro. Ci sembra un po’ troppo. Comunque sia, occorre ricordare che la democrazia ha i suoi costi. Proprio per questo è bene che ciascuno tenga presente (cominciando proprio da chi il problema l’ha sollevato), almeno d’ora in poi, l’aspetto relativo alla “produttività” dell’organo di cui ci si deve sentire onorati di far parte. Il Consiglio comunale è infatti il massimo organo rappresentativo della comunità locale ed espressivo della domanda sociale e interprete permanente della volontà popolare.

E’ il luogo del confronto. Ed anche dello scontro, che non può, però, essere permanente, bensì occasionale. La diretta streaming, all’apparenza strumento di apertura e trasparenza, è cosa buona, ma purtroppo, come risaputo, non favorisce la serenità del confronto politico. Se non altro perché spinge taluni ad un protagonismo eccessivo e ad una esasperazione delle questioni in discussione. Un qualcosa che alla fin fine, quando è troppo, non giova all’economia e all’efficacia dei lavori consiliari.

E non giova neppure agli stessi “protagonisti”. Ma questo è il meno. Ciò che deve preoccupare è l’immagine della istituzione, da salvaguardare, sempre e comunque da parte di chicchessia. Il punto di riferimento sta nel far prevalere innanzitutto la solidità dei rapporti umani, pur tra posizioni diverse, talora opposte. E sta nella parola “dialogo”. Senza questa antica e intramontabile virtù, vale a dire senza la capacità di dialogare, sarà difficile costruire quanto di buono serve alla nostra città, alla nostra gente. Ancor più a quella bisognosa.

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