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“Io, in fuga dalle bombe, ma con il dispiacere di lasciare la mia terra”

LA SERATA – Toccante testimonianza di una ragazza ucraina giunta a Cassino: “Scappati da Kiev, ci siamo ritrovati in 11 in una casa per salvarci”. Sold out il concerto di ieri sera all’Aula Pacis di Cassino: i proventi in beneficenza. Il rettore Dell’Isola: “Studenti profughi sono già all’Unicas”

Un concerto per la pace in Ucraina e per dare “al popolo ucraino e alla città di Mariupol, con la Memoria del nostro passato, la speranza che si può ricostruire la vita, che si può ricominciare con tenacia e coraggio”. E’ questo lo spirito che ha animato il “Concerto per la Pace” tenutosi ieri sera nell’Aula Pacis di Cassino, organizzato dal “Tavolo della Pace e della Memoria”, nato per iniziativa di Romeo Fionda, Sergio Marandola, Luigi Maccaro, Adriano Tonietti, Domenico Carcone, Alessandro Varone e Fabio Iannattone; al quale hanno poi aderito, tra gli altri, l’associazione “Cassino Città della Pace”, l’associazione “Cassino Mia 1944” di Pino Valente, dall’Agesci e da Marcello Bruni, direttore della Banda Don Bosco.

Centinaia le persone che ieri, nel pieno rispetto della normativa anticovid, hanno saturato l’Aula Pacis per assistere alle suggestive e incantevoli esibizioni di alcuni tra i più talentuosi e noti musicisti della città martire: i maestri Donato Riveccio, Alessandro D’Alessandro e Alessandro Minci. A chiudere il concerto, la Banda “Don Bosco” città di Cassino, diretta dal maestro Marcello Bruni.

I proventi della vendita dei biglietti, sono stati interamente devoluti all’Assessorato alla “Coesione Sociale” del Comune di Cassino per sostenere l’accoglienza dei profughi ucraini. “Questo concerto rappresenta un ulteriore supporto allo sportello di solidarietà del Comune, che è lo sportello Cassino Risponde”, ha detto il sindaco Enzo Salera nei saluti iniziali, sottolineando l’importanza di manifestazioni come quella di ieri sera per esprimere vicinanza e solidarietà al popolo ucraino. Un ringraziamento particolare è andata alla Banca Popolare del Frusinate che ha sostenuto l’iniziativa organizzata ieri sera a Cassino.

“La nostra Università vive anche di studenti provenienti dall’Ucraina” ha dichiarato il rettore Unicas Marco Dell’Isola. “Abbiamo accolto da poco due studenti – ha proseguito – e probabilmente ce ne saranno altri che arriveranno. Ci stiamo inoltre attivando per consentire agli studenti rimasti in Ucraina di continuare a seguire le lezioni attraverso la didattica a distanza, già sperimentata nel corso di questi mesi a causa del Covid. E ha concluso: “Cassino è una città martire, non mi sorprende la solidarietà che è stata capace di esprimere. Tutte queste iniziative sono un segnale importantissimo perché malgrado siano passato 80 anni dalla guerra che ha devastato questa città, dimostra che il passato c’è stato e quelle sofferenze sono ancora nella nostra memoria”.

L’abate di Montecassino, dom Donato Ogliari, ha invitato ad essere dei “promotori di pace. Già nell’omelia del 15 febbraio, anniversario della distruzione di Montecassino, invitai ad opporre al motto latino “si vis pacem para bellum”, quello di sapore evangelico “si vis pacem para pacem”.

Toccante è stata la testimonianza di una ragazza ucraina, studentessa di medicina a Kiev che, scappando dai bombardamenti, è stata accolta dalla città di Cassino, dove già risiede la madre da diverso tempo: “In quei giorni – quando scoppiò la guerra, ndr- avrei ripreso le lezioni, ma con i bombardamenti è finito tutto. Sono scappata a 100 km da Kiev, percorrendo una strada che solitamente faccio in 40 minuti; quel giorno ci mettemmo 8 ore. Ho trovato rifugio da mia nonna per due settimane, fino ad arrivare ad essere in 11 all’interno di una casa.

Qui a Cassino c’è mia madre che mi ha consigliato di venire in Italia, anche se io sarei voluta rimanere lì: essendo infatti una studentessa di medicina avrei voluto dare il mio contributo”. E ha continuato: “Così ci siamo messi in viaggio e dopo due giorni siamo arrivati a Cassino. E’ una città molto bella, piccola, ma comoda. Voglio ringraziare di cuore, davvero, tutta la gente di questa città per l’affetto e la vicinanza che avete dimostrato”.

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