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La Fiom compie 121 anni e si prepara ad un lungo autunno caldo

ECONOMIA – Oggi il compleanno dei metalmeccanici della Cgil. In mattinata la riunione a Cassino e il volantinaggio ai cancelli di Fca in vista della manifestazione del 18 giugno. Parla il segretario provinciale Frosinone e Latina Donato Gatti

Il volantinaggio della Fiom ai cancelli Stellantis

“Oggi più che mai è necessaria la partecipazione di tutti e tutte, non possiamo più aspettare, il nostro futuro è nelle nostre mani, non possiamo permetterci di farci trovare impreparati all’autunno caldo, soprattutto per il settore Automotive, sarebbe ingiusto per noi, per le nostre famiglie e per la storia stessa della Fiom Cgil che proprio oggi compie 121 anni”.

A parlare è il segretario della Fiom provinciale Donato Gatti che nel giorno del compleanno dei metalmeccanici della Cgil ha radunato tutti i delegati nella sede di Cassino per programmare la manifestazione del 18 giugno. Manifestazione alla quale sono stati invitati tutti gli operai di Stellantis con un apposito volantinaggio che si è tenuto dinanzi ai cancelli.

Pace, lavoro, giustizia sociale, democrazia. Queste le parole d’ordine della manifestazione nazionale indetta dalla Cgil per sabato 18 giugno, alle ore 10, in Piazza del Popolo a Roma. L’iniziativa conclude un percorso di oltre 200 assemblee che si sono tenute su tutto il territorio nazionale e che hanno visto il coinvolgimento di lavoratori, pensionati, studenti, associazioni. Sul palco si alterneranno gli interventi di delegate e delegati di tutte le categorie e lo scrittore Stefano Massini con un suo monologo ricorderà l’importanza della sicurezza sul lavoro. Chiuderà la manifestazione il segretario generale della Cgil Maurizio Landini che prenderà la parola alle ore 11.40 circa. L’intera manifestazione sarà trasmessa in diretta su Collettiva.it, Cgil.it e relativi canali social

Garantire salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è al centro della nostra proposta: non un costo ma un investimento per il presente e per il futuro.
Bisogna aumentare i controlli ed eliminare le cause degli infortuni e delle morti sul lavoro: serve un netto contrasto alla precarietà, un intervento deciso sulla catena degli appalti e dei subappalti rendendo effettive e esigibili la clausola sociale, il rispetto dei contratti nazionali, e la pensione anticipata per chi fa lavori usuranti e gravosi.
Le imprese che godono di sostegni pubblici devono essere vincolate ad investire in sicurezza e va ulteriormente aumentato il numero degli ispettori e potenziare i servizi di medicina del lavoro territoriali.

Affrontare la transizione digitale e ambientale significa mettere in campo vere politiche industriali, di sviluppo, del turismo e della cultura. Il Governo deve aprire il confronto su questo perché non è più possibile rincorrere le crisi o assistere allo smantellamento del nostro sistema produttivo, lasciato in mano alle dinamiche del mercato e alle scelte di fondi finanziari e multinazionali. Risultano preoccupanti, in questo senso, le scelte proposte nel disegno di legge “Concorrenza 2022” che affiderebbe al mercato la gestione dei servizi fondamentali e asset strategici quali i porti, i trasporti, i rifiuti, l’energia e l’acqua.

È necessario accompagnare la transizione energetica e ambientale del modello di sviluppo del nostro Paese, attraverso un forte ruolo dello Stato e del sistema pubblico, con un intervento strutturato e governato per la riconversione dei settori produttivi più esposti e un piano per la giusta transizione con strumenti adeguati e ammortizzatori sociali specifici, che riconoscano pienamente la formazione nell’orario di lavoro e incentivino la redistribuzione/riduzione degli orari di lavoro. È una esigenza del mondo del lavoro e del nostro sistema economico rafforzare il ruolo del Contratto Nazionale nella sua funzione di tutela e aumento reale del potere d’acquisto dei salari e pertanto di procedere con questo obiettivo nei loro rinnovi.

Il volantinaggio di oggi in Fca

Per questo non è condivisibile la posizione espressa dal Presidente di Confindustria che nei fatti rischia di produrre un blocco dei rinnovi contrattuali nazionali e della contrattazione collettiva di secondo livello.
In questo contesto è giusto vincolare i sostegni pubblici al sistema delle imprese, alla tutela dell’occupazione, alle assunzioni stabili, al rispetto normativo e salariale dei contratti nazionali di lavoro e del loro rinnovo.

Donato Gatti e Michele De Palma

In questo quadro è sempre più necessario un provvedimento legislativo di sostegno all’esercizio della contrattazione collettiva, che assegni validità generale ai contenuti dei Contratti Nazionali, certifichi la rappresentanza delle parti che li stipulano, garantisca il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori ad eleggere le RSU in tutti i luoghi di lavoro e sancisca il loro diritto a validare i contratti collettivi che li riguardano tramite il voto.
Per queste ragioni e sulla base della Direttiva Europea che mira a garantire salari dignitosi e rafforzare la contrattazione collettiva, è giusto introdurre e regolare anche in Italia un salario minimo.

La riunione di oggi a Cassino

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