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La malinconia delle rovine e l’immortalità dei corpi

RUBRICHE – La guerra vista con gli occhi dei soldati ci insegna ad amare sul serio la vita

Maddalena Matilde Magda Della Serra<br><br>
Maddalena Matilde Magda Della Serra

E’ stata Docente di Lettere Antiche presso i Licei di Roma, Assistente di “Paleografia e Diplomatica” presso l’Universita’, Revisore di articoli giuridici ed esegesi delle fonti del diritto presso l’Enciclopedia Giuridica Treccani. Ha perfezionato gli studi con Master e Corsi. Attualmente in Quiescenza, nello Stato si dedica alla libera passione per il Giornalismo e per la Scrittura Creativa

Se tornerò dalla guerra fisserò gli occhi in quelli di Chi dice essere stufo del lavoro, in chi è scontento della TV noiosa, in Chi non ama la vita, in Chi potendo vivere
è già morto. A loro racconterò un bel po’ di cose che ho visto io…

A chi muore di caldo d’estate, a Chi ha troppo freddo d’inverno, a Chi si lamenta di
aver aspettato un bus troppo a lungo e di bagnarsi per la pioggia, proprio a Loro racconterò come noi Soldati avevamo tanta paura di addormentarci, pure per qualche minuto. Di come i boati delle bombe coprivano i tuoni del temporale e le esplosioni i fulmini.

Poi, a forza ci siamo abituati a dormire sul suolo gelido, nel fango tra corpi freddi, le orecchie trapassate dall’eco delle cannonate, a fare turni perché anche gli altri potessero dormire
un sonno senza sogni. In guerra, Fratelli miei soltanto i sogni e la nostalgia della tua casa
scaldano l’anima strappata. Ci è capitato di bere l’acqua dalle pozzanghere, di mangiare in venti un animale arrostito per calmare i crampi.

Non ci siamo ammalati di raffreddore, o, forse, ci ammalavamo pure, ma nessuno si lamentava. La cosa più terribile alla quale ti abitui in guerra è che ogni giorno guardi cadere qualcuno e lo oltrepassi senza chinarti. E non sai mai se tra un attimo potrà toccare a TE… Eppure ci si abitua all’orrore… Ci si riesce sapete, ma nessuno di noi è un eroe, come ci chiamate voi, dai vostri comodi divani. Qui le persone impazziscono, perdono il senno a causa della guerra, dell’abisso,
del troppo dolore… Anche se per la maggior parte in tanti si rivelano forti, più forti del sangue che imbratta ovunque e della sofferenza senza fine.

Noi siamo qui perché altri possano vivere nella pace, siamo in guerra perché anche noi desideriamo la pace più di tutto. E anche quando sono in trincea non penso mai al mio corpo
nella fredda terra. Penso alla casa, al lavoro, alla famiglia, all’amore. Quanta voglia di togliermi di dosso tutto questo ferro, di buttare a terra il fucile, di inginocchiarmi a pregare!
A te che mi guardi da un altro dove, aiuta te stesso, comincia ad amare sul serio la vita. Dove c’è pace, c’è felicità. Non cercate mai più il male… fate tacere le armi.

Maddalena Matilde Magda Della Serra

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