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“Le vendite di nuove vetture tornano ai livelli del 1967”

ECONOMIA – Un trimestre da dimenticare per il mercato italiano dell’auto e per il gruppo Stellantis. Il monito del Centro Studi Promotor: “Se si proietta il numero di macchine vendute tra gennaio e marzo sull’intero 2022 si ottiene un volume di 1.127.527 immatricolazioni, livello molto vicino a quello di 55 anni fa”

Un balzo indietro di oltre mezzo secolo. Per trovare numeri di immatricolazioni così basse bisogna tornare al secolo scorsi, agli anni post boom economico. Il 2022 infatti è iniziato peggio del 2020 e del 2021 – i due anni caratterizzati dalla pandemia, quindi si pensava insuperabili per cifre catastrofiche – per quel che riguarda il mercato dell’auto in Italia e ancor più per il gruppo Stellantis.

I dettagli dei singoli marchi saranno noti nelle prossime ore, intanto poco fa alla chiusura della Borsa il Ministero dei Trasporti ha reso noto che “nel mese di marzo sono state immatricolate in Italia 119.497 auto, con un calo del 29,7% su marzo 2021 e nei primi tre mesi dell’anno le immatricolazioni sono state in tutto 338.258, il 24,37% in meno dello stesso periodo dell’anno scorso”. Sempre dal Ministero si sottolinea che “Il gruppo Stellantis ha immatricolato in Italia a marzo 43.293 auto, il 36,6% in meno dello stesso mese del 2021. La quota è del 36,2% a fronte del 40,2%. Nei primi tre mesi dell’anno le immatricolazioni del gruppo sono state 123.768, in calo del 31,2% rispetto all’analogo periodo del 2021. La quota è in calo dal 40,2% al 36,2%.

“Non ci sono più aggettivi per descrivere il disastro del mercato auto. In marzo sono state immatricolate in Italia 119.497 autovetture con un calo del 29,7% su marzo 2021, che non era però un mese normale perché le vendite erano anche fortemente penalizzate dalla pandemia. Se si guarda l’ultimo marzo precedente la pandemia, marzo 2019, il calo è del 38,5%”. Lo sottolinea il Centro Studi Promotor. “La situazione non cambia – spiega – se si considera il primo trimestre quando le immatricolazioni sono state 338.258 con cali del 24,4% sul primo trimestre 2021 e del 37,1% sullo stesso periodo del 2019. Anche il confronto con il 2019 è fuorviante perché il mercato italiano con 1.916.951 immatricolazioni era ben lontano da quota 2.200.000, livello necessario per assicurare la regolare sostituzione del parco circolante: 40 milioni di auto. Se si proietta il numero di auto vendute nel trimestre sull’intero 2022 si ottiene un volume di 1.127.527 immatricolazioni, livello molto vicino a quello del 1967”.

Il Csp indica tra le cause la pandemia, con il crollo del Pil nel 2020 e il recupero parziale nel 2021, la crisi dei microchip, la guerra in Ucraina con il suo impatto psicologico, il riaffacciarsi dell’inflazione, la minaccia di una nuova stagflazione. “A tutto questo – sottolinea il presidente Gian Primo Quagliano – si è aggiunta nel nostro Paese il fatto che il Governo da mesi annuncia che adotterà incentivi per sostenere la domanda di auto, ma siamo ancora nella fase degli annunci. Gli interessati all’acquisto di un’auto non comprano perché attendono gli incentivi. Un meccanismo analogo c’è per i pneumatici per i quali è stato annunciato un bonus non ancora operativo”.

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