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Ora l’edilizia rischia la “tempesta perfetta”. Ecco come evitarla

ECONOMIA – Parla il segretario provinciale della Filca-Cisl Giustino Gatti

“Anche nella provincia di Frosinone l’aumento dei costi energetici e delle materie prime rischia di comportare una perdita del margine delle aziende, che va dal 30% al 50% a seconda dei contratti stipulati. Ad oggi per fortuna non si hanno notizie di aziende che si stanno fermando con richieste di cassa integrazione, ma la preoccupazione è altissima”. Lo dichiara Giustino Gatti, segretario generale della Filca-Cisl Frosinone.

“La crescita del prezzo dell’energia – prosegue Gatti – e il conseguente aumento del costo delle materie prime, rischia di ricadere inesorabilmente sulle spalle dei lavoratori con un doppio effetto nefasto: la cassa integrazione, che farà perdere salario, e le maxi-bollette, recapitate in questi mesi. Per il nostro settore sembra di essere su montagne russe estremamente pericolose: da una parte ci sono commesse importanti, con una folle rincorsa ad accaparrarsi più lavori possibili. Dall’altra il forte rischio di un cortocircuito, causato non più solo dalla mancanza di manodopera qualificata e dalla carenza di ponteggi, ma anche per l’aumento delle materie prime.

Se si dovesse continuare così molte gare pubbliche andranno sicuramente deserte. Il settore edile, grazie al bonus fiscale, ha visto una ripresa dopo circa 10 anni di profondo rosso, durante il quale si è destrutturato un intero settore con la perdita di aziende storiche e manodopera qualificata. La fortissima crescita di questi anni, spinta dagli incentivi, ha determinato la nascita di aziende improvvisate, costituite da pseudo imprenditori che non hanno competenze, esperienza, formazione. Questo, soprattutto in un settore come le costruzioni, comporta rischi inaccettabili per gli addetti.

Con l’approvazione in Senato della Legge Delega sugli appalti e relative modifiche, finalmente viene recepita la richiesta del sindacato di rafforzare la tutela del lavoro, potenziare la sicurezza, contrastare il lavoro nero irregolare, di garantire la regolarità e la trasparenza. E inoltre si chiarisce che è necessario garantire l’applicazione dei Contratti Collettivi Nazionali e Territoriali di settore, una norma che permette di offrire le stesse tutele economiche e normative per i lavoratori in sub appalto rispetto ai dipendenti dell’appaltatore, norme richiamate e messe in evidenza anche nel rinnovo del Contratto.

Dopo aver chiarito che la sicurezza e il lavoro di qualità nel nostro settore sono dei punti fondamentali, bisogna controllare che anche a livello territoriale vengano rispettate e applicate; per fare questo c’è la necessità di sinergia e concertazione sul territorio tra tutte le parti interessate. Tutti i soggetti protagonisti, le Amministrazioni locali, i NIL, i Comandi Provinciali dell’Arma dei Carabinieri, devono contribuire ciascuno per il proprio ruolo a garantire il rispetto delle norme per il controllo di tutto il settore, mettendo sotto la lente le aziende costituite o attivate nello stesso periodo dell’avvio dei bonus fiscali per l’edilizia, per prevenire infortuni che spesso si traducono in morti sul lavoro.

Chiediamo quindi di aprire tavoli permanenti locali tra tutte le parti interessate, tra cui le parti sociali di settore, per rendere le stesse operative sul territorio, per dare una risposta immediata ai lavoratori con un lavoro sicuro e di qualità in tutto il settore e su tutto il territorio. Dover realizzare necessariamente il 30% del lavoro entro giugno sta privando molti della possibilità di poter rendere più moderna, sicura ed efficiente la propria abitazione, e sta mettendo a rischio la salute e la sicurezza nei cantieri, perché gli operai che vi lavorano sono sottoposti a ritmi intensi e a lavorazioni in sequenza molto ravvicinate tra loro, anche a causa della carenza di personale rispetto alla complessità delle opere da realizzare”, ha concluso Gatti.

“Se l’obiettivo di questo sistema è l’abbattimento dell’inquinamento da CO2 – sottolinea Attilio Vallocchia, segretario generale della Filca-Cisl Lazio – allora appare davvero necessario allungare le scadenze e rendere strutturali alcuni lavori, con l’auspicio di fermare questa folle corsa alle scadenze che sta coinvolgendo tutto il settore. Nei giorni scorsi nella regione – prosegue – come sindacati di categoria, insieme alle controparti datoriali, abbiamo scritto una lettera al presidente Zingaretti nella quale abbiamo ribadito le preoccupazioni per la situazione e per i risvolti occupazionali, e quindi sociali.

La nostra richiesta è di intervenire sugli adeguamenti degli importi precedentemente definiti nei bandi, sia per il PNRR che per i contratti di servizio e gli appalti, e di fissare prezzi calmierati per le materie prime e i prodotti dell’edilizia. Insomma – conclude il segretario generale della Filca Lazio – sono necessarie azioni rapide e decise per evitare che gli aumenti si ripercuotano sulle imprese e quindi sui lavoratori, e per questo ci appelliamo alle istituzioni a tutti i livelli affinché pongano in essere ogni misura idonea a supportare il settore delle costruzioni, che continua a rappresentare una fetta importante del Pil regionale e nazionale”.

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