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Pnrr e territorio, parla Mazzaroppi: “Il Cassinate? Siamo capaci di noi stessi”

TERRITORIO – Il sindaco di Aquino: “Con immediatezza dobbiamo sviluppare un ufficio che approfitti delle opportunità del PNRR per rilanciare un piano strategico e decidere di cominciare, subito, a lavorare ad un programma”

“L’ormai imperante dibattito che si è innescato in merito al concetto di area cassinate impone, specie a chi come noi, quali primi cittadini, ha l’onere e la responsabilità di guidare una comunità civile, di riflettere con razionalità e saggezza sulla strategia futura da azionare per un territorio importante e vasto del Lazio del sud e, quindi, anche per le nostre realtà amministrate.

Già da qualche anno, avevo, forse per primo, rappresentato il problema atavico esistente tra nord e sud di questa provincia e dell’effettiva difficoltà, data la mancanza di voci autorevoli a libello istituzionale intermedio, di far sentire in maniera decisa e determinante la nostra voce.

Oggi, grazie alla sensibilità, alla consapevole presa di coscienza di molti amici e colleghi sindaci le cose stanno cambiando e sono certo che, con un maggior raccordo comune, possiamo e dobbiamo fare ancora molto di più.

L’evolversi delle normative, l’eccesso dei carichi di responsabilità sui comuni, le difficoltà gestionali e finanziarie in cui versano, ci ha fatto comprendere che ci dobbiamo occupare di un insieme di servizi quali sanità, acqua, rifiuti e tanti altri ancora per i quali la dimensione comunale è troppo piccola e quella regionale è troppo grande: per cui ne deriva che la dimensione ottimale è quella di un territorio omogeneo.

Io credo, da sempre, che grazie alla sensibilità di tanti sindaci attualmente in carica non sarà difficile azionare una linea di condotta politica organica di sviluppo del territorio partendo da ciò che esiste.

Il cassinate ha i numeri per essere, a tutti i livelli, una zona omogenea.

Un territorio con una propria identità istituzionale, culturale, sociale ed economica insieme possiamo, partendo dal ruolo chiave della consulta dei sindaci, presieduta dal sindaco di Cassino, Enzo Salera, far emergere il nostro territorio per assumere responsabilità nell’ideare e pianificare politiche comuni su tematiche di interesse generale,di sviluppo e di crescita. Una delle migliori eccellenze di cui possiamo fare vanto è il Consorzio dei Servizi Sociali: un Ente da prendere a modello di lungimiranza politica di efficienza amministrativa e gestionale.

Ritengo sia un Ente inattaccabile e da difendere – prosegue il sindaco Mazzaroppi – per la qualità e la quantità dei servizi erogati a vantaggio delle fasce di sofferenza e dei cittadini più esposti e deboli.

Questa non è una sciocchezza ma per noi è una nuova e vera sfida politica per costruire un futuro di reale crescita che non possiamo più delegare, ma, come facciamo ogni giorno nelle nostre realtà cittadine, abbiamo il dovere di trovare sbocchi e soluzioni, alleanze, ai tormenti e alle difficoltà che investono il nostro territorio.

Noi dobbiamo fare lo sforzo di immaginare un disegno nuovo per le nostre comunità senza essere troppo dipendenti o legati alle temporanee disponibilità, alle volontà o alla benevolenza del potente di turno.

Sappiamo di essere capaci di noi stessi.

Con immediatezza dobbiamo sviluppare un ufficio che approfitti delle opportunità del PNRR per rilanciare un piano strategico essenziale e fondamentale e decidere di cominciare, fin da subito, a lavorare ad un programma che riguardi, tanto per fare qualche esempio, il futuro di Stellantis, l’ambiente, il turismo, la cultura, l’attrattività e la bellezza delle nostre Città, senza disattendere la proposta di grandi opere autostradali, ferroviarie, della mobilità, come l’aeroporto di Aquino e di tanto altro ancora.

I nostri comuni devono essere gli attori di questa “holding” delle buone idee, di cui i sindaci sono gli azionisti diretti di questo nuovo modello di laboratorio di produzione amministrativa.

Vi deve essere anche una flessibilità nel far dialogare queste macro aree e questi sistemi. Ecco, io penso che se superiamo questi nodi che originano prevalentemente da problemi politici, di diffidenza che spesso è anche alla base dell’incapacità di costruire classi dirigenti, gli strumenti per fare finalmente nuove politiche non ci mancano, ce li abbiamo tutti, quindi, per il futuro, veramente non abbiamo alibi, non possiamo dare la colpa a nessuno se non a noi stessi in questo caso. Crediamoci e muoviamoci in fretta”.

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