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Tfa di sostegno, anche il Consiglio di Stato boccia i ricorrenti

IL FATTO – Dopo che ad aprile il Tar aveva dato ragione all’Università, i legali avevano impugnato la sentenza cercando di ribaltarla in appello. In fase cautelare ancora un vittoria per l’Ateneo di Cassino e soprattutto per i controinteressati, ovvero coloro che avevano superato la prova. Ecco i dettagli

Presunte irregolarità al concorso nazionale per le preselettive del TFA presso la fiera di Roma. Per il 2021 l’organizzazione logistica del concorso dell’Università degli Studi di Cassino – era stata affidata integralmente alla Fiera di Roma.

“I cellulari non sono stati messi sotto chiave. Qualcuno lo consulta durante lo svolgimento della prova. Ma a quanto pare non era qualcuno. Erano tanti. Il giorno dopo, infatti, i candidati vittime degli accadimenti si confrontano e si rendono conto che non era un episodio. Che in tanti hanno visto irregolarità. Che in tanti già in sede avevano reclamato quanto ingiusto. Si parla dunque di una irregolarità diffusa. E le cose cambiano”. Queste le dichiarazioni di alcuni dei partecipanti al concorso e dei loro legali che avevano quindi intrapreso una battaglia legale con centinaia di ricorsi al Tar contro l’Unicas per chiedere l’annullamento della prova. Dopo mesi di battaglia legale, questa mattina i giudici amministrativi hanno messo la parola fine.

Dopo una lunga battaglia, lo scorso mese di aprile il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, sezione staccata di Latina, “definitivamente pronunciando sul ricorso integrato da motivi aggiunti, come in epigrafe proposto – si legge nella sentenza redatta dal collegio di magistrati presieduto da Antonio Vinciguerra – previo rigetto dell’istanza di correzione di errore materiale indicata in parte motiva, dichiara l’inammissibilità, per tardività, del terzo e del quarto atto di motivi aggiunti e, per l’effetto, l’improcedibilità per carenza di interesse dell’intero gravame. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa. Così deciso in Latina nella camera di consiglio del giorno 13 aprile 2022” .

Tale sentenza è stata impugnata dai legali dei ricorrenti che si sono appellati al Consiglio di Stato che però ha dato nuovamente ragione, in fase cautelare, all’ateneo di Cassino e questa volta si è proprio concentrato sul prevalente interesse dei controinteressati, ovvero coloro che avevano superato la prova.

A margine di quest’ultima sentenza, i controinteressati esultano: “Siamo soddisfatti perché ancora una volta la magistratura ci ha dato ragione, seppur in fase cautelare, e questa volta i magistrati sono stati ancora più espliciti nell’affermare che gli interessi dei controinteressati prevalgono, se si considera il fatto che molti di noi si stanno specializzando proprio in questi giorni e molti altri inizieranno a breve il loro percorso come sovrannumerari. Le difese, in particolare quelle dei due gruppi di controinteressati, un gruppo rappresentato dagli avvocati Esposito, Santonicola e Fuccillo e un gruppo rappresentato dall’avvocato Formica, si sono concentrate in Consiglio di Stato proprio sul prevalente interesse dei controinteressati, facendo ancora una volta la differenza in questo contenzioso.

I due gruppi di studenti non hanno mollato un secondo, consapevoli dei sacrifici vissuti per il superamento delle prove e la relativa frequenza del corso. Vogliamo ricordare ancora una volta che i propri diritti e i propri doveri non dovrebbero mai essere delegati ad altri. Ognuno di noi deve poter fare la differenza per sé stesso e per gli altri”.

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